MAX

Massimo nacque nella "grande città" capoluogo piemontese, anche se le origini sono di estrazione abbastanza provinciale. Il paesino (la Borgata...) di Lignana era in fondo parte della sua famiglia, e ci passava le vacanze estive già dalla tenera età. Orfano di padre da quando ebbe 16 mesi, la vita gli strappò anche la madre a 14 anni appena compiuti. Lo strappò anche dalla sua amatissima Torino, che comunque non dimenticò mai, mantenendo, pur a fatica, le più care amicizie d'infanzia: Marco Batazzi e Piero Gilli (in rigoroso ordine alfabetico!) oltre al cugino Luigi Coppo. Testardo autodidatta, come gli altri fondatori della Band, a 15 anni imparò a suonare solo sui manuali, passando poi anche alle tastiere ed ai suoni elettronici negli anni successivi. Direttamente dall'incontro col "fratello" Ugo e dalle emozioni ed esperienze fatte con la prima formazione di UTOPIA239 e le balere di paese, nacque la "necessità" dei due ragazzi di gridare al mondo le loro storie, e i loro punti di vista sulla vita. Ecco le prime canzoni che passavano dalla carta alla realtà del palco, ed ai primi apprezzamenti degli amici per gli unplugged al bar, e di chi li ascoltava poi, amplificati ma rigorosamente "dal vivo" e mai uguali, in pubblico. Tutti i brani più significativi nacquero, appunto, in questo periodo. Né Ugo né Max avevano la "verve" e l'estro per profondersi in questi brani in "svisate" ed assoli chitarristici tanto cari ai fans del rock puro. Si contava molto e soprattutto sul contenuto e sui testi. Purtroppo, e forse nessuno di noi ricorda il perchè, Utopia si sciolse davvero prematuramente, nell'arco di 3 anni. Ed i soldi per la realizzazione di un disco 33 giri con i loro pezzi originali (lo standard dei tempi) non ci furono.

Nel periodo che seguì allo scioglimento della band, Max si unì ad altri appassionati del genere pop-rock melodico (detto “progressive”) che facevano musica nelle solite sale da ballo e discoteche, sulla scia di veri talenti nostrani quali Orme, PFM, New Trolls, BMS., Osanna e molti altri che stavano arricchendo il panorama musicale italiano con brani di grande carisma e di tutto rispetto, perfino a confronto con il mondo musicale anglosassone che poteva vantare gruppi del calibro di Pink Floyd, Deep Purple, Uriah Heep, Genesis, Led Zeppelin, Jetho Tull, etc.. Fondò quindi, con altri tre musicisti caresanesi (a Caresana, un paese tra Vercelli e Casale Monferrato) un nuovo gruppo: MITO. I componenti della band non erano né autori né compositori, e nemmeno musicisti professionisti, ma avevano un enorme capacità di amalgama tra di loro, e il pregio di suonare discretamente bene le covers di brani di ogni genere pop-rock, sia italiano (Pooh, Orme, PFM, N.T.) che straniero (Uriah Heep, Deep Purple, Pink Floyd). La voce solista di Max (che suonava chitarra ritmica, chitarra 12 corde e sintetizzatore Davoli) era inoltre grandemente supportata dalle capacità corali di Natalino Delrosso (vero “mostro” di batteria e percussioni, che con la sua Ludwig Black Panther nera era quasi incontenibile perfino nelle prove!), Franco Cerruti (basso) e Paolo Cattaneo (tastiere e orchestra elettronica). Chiudeva il cerchio il bravissimo casalese Davide Indalezio (chitarra solista) che stava studiando chitarra classica ma amava profondersi in assoli, anche tematici, di grande qualità sonora. Quasi da manuale le sonorità delle sue covers chitarristiche dei pezzi dei Pink Floyd e della P.F.M. . Max propose al gruppo MITO di introdurre in repertorio alcuni dei suoi vecchi brani, e la cosa piacque talmente al gruppo che proprio in quel periodo ci furono gli arrangiamenti e l’introduzione delle sonorità che sono presenti oggi in molti brani de “I Giorni dell’Utopia”.  Dotato di una voce sufficientemente forte e capace di notevoli acuti, si trovò a proprio agio a cantare le covers dei più "gettonati" gruppi rock di allora: da Battisti a De Andrè, da Orme a New Trolls, Uriah Heep, Deep Purple, ma anche Pooh, PFM e Pink Floyd specialmente con MITO. MITO si sciolse, quasi forzatamente causa i periodi di servizio di leva di due dei componenti, nel 1979. Max sta scrivendo ora nuovi brani, con Ugo e Fabrizio, per il secondo CD, anche se la voce non è più quella di un tempo...